I messaggi di Aprile 2007

26 Aprile 2007

25 Aprile

Passato il giorno della retorica e, come promesso, ottemperando al mio impegno di farmi sentire appena possibile, spero mi si permetterà di dire due cose, brevi ma con fermezza, sulla giornata di ieri, 25 aprile, LXII anniversario della Liberazione Italiana. Premetto che quanto scriverò è fortemente di parte ed anticonformista: chiunque se ne possa sentire offeso, in qualche modo, lasci qui la lettura del presente articolo. Continuando, però, per coloro, se ce ne sono, che abbiano avuto la volontà di proseguire, della quale si assumano piena responsabilità, a questo punto dico la mia. Innanzitutto, mi chiedo, perché festeggiare? Il 25 aprile 1945 la guerra non era ancora finita, e quando lo fosse stata, all’Italia si prefiguravano scenari tutt’altro che rosei e festosi, visto che il paese era a pezzi e, per di più, usciva sconfitto ed annientato. Si festeggia forse la “liberazione dal Nazi-Fascismo”? Ma che vuol dire? In quel giorno, se non ricordo male, Mussolini fu assassinato barbaramente e, qualche giorno dopo, la sua salma, assieme a quella della innocente Petacci e di altri gerarchi, fu esposta a Piazzale Loreto, a Milano, come purtroppo tutti sappiamo, dinanzi ad una folla delirante e che ne fece scempio. Ora, Mussolini, volenti o nolenti, era comunque stato un Capo di Stato e meritava rispetto; aveva fatto del male? Sì, ma aveva fatto anche del bene, e tanto, anche a molti dei presenti. Era il responsabile della guerra? Beh, aveva cercato di salvare l’Italia dalla bestia nazista: la Germania, allora, sembrava, ed all’inizio della guerra era di fatto, la superpotenza mondiale; o con lei o contro di lei; a schierarsi contro, si faceva la fine della Francia, annientati in pochi mesi, annessi e posti sotto un Governicchio collaborazionista; saremo Italiani, ma, permettetemi, non siamo cretini: meglio allora con la Germania; non fiancheggiarla più di tanto, ma neppure doverne assaggiare il piombo. Del resto, a distanza di sessant’anni, sappiamo tutti che Mussolini non gradiva quell’alleanza e che l’accettò solo controvoglia; ritardò persino di un anno l’ingresso in guerra, al 1940, quando i giochi sembravano già fatti, per uscirsene con le minori spese ed i massimi risultati auspicabili. D’altro canto, è inutile nascondersi dietro un dito: chi aveva sostenuto Mussolini, dal 1925 al 1943? Chi scese in piazza, dopo il 25 luglio 1943, a protestare per le sue dimissioni e a reclamarlo al Governo (ricevendo, in risposta, gli spari contro la folla, ordinati dal Governo Badoglio)? Non erano Italiani, quelli? Non erano migliaia? Chi riempiva le piazze ai suoi discorsi? Non erano decine di migliaia di Italiani? Mi si replicherà: “Ma vi erano costretti!”. Ma il numero fa la forza: contro le migliaia, niente avrebbero potuto le poche centinaia di squadre fasciste. E poi, se davvero fossero stati così eroici, perché non tiravano fuori da subito quel coraggio anti-fascista, sprezzante delle loro stessa vita, che alcuni intellettuali ed esponenti politici seppero dimostrare e con cui affrontarono la morte e le torture? Perché annuire, quando tutto andava bene, e farsi leoni ed imboscarsi, solo quando la guerra sembrava persa? E in secondo luogo, perché festeggiare? Perchè parlare di eroi? Chi sono questi eroi? Gli Anglo-Americani! Loro, sì! E allora perché parlarne e trattarci come fossero il più fetente Demonio incarnato? Non furono certo eroi, del resto, i signori partigiani, che tanto vanno sbandierando i loro foulard rosso-fuoco e alzando in aria pugni tanto impudenti quanto il saluto romano, di richiamo a regimi certo non meno sanguinari e diabolici che il Nazismo tedesco. Certo è impossibile chiamare questi individui, degli eroi! Vigliacchi, traditori, parassiti, criminali di guerra: questo furono in realtà e niente altro. O pensiamo ancora che anche senza gli Anglo-Americani saremmo riusciti a portare la democrazia e la libertà in Italia? In fondo, la cosiddetta Resistenza non fu partecipata che da poche centinaia di migliaia di Italiani, neanche tutti di sinistra (anche se storicamente sono stati loro, poi, quelli a farsi più pubblicità), contro milioni di civili inermi che le bravate di pochi esposero inermi alle angherie di un occupante straniero, tanto chiaro nel dare ordini, quanto risoluto nel perseguirli. Criminali di guerra? Certamente! Dirò di più! Gli unici responsabili morali delle stragi di civili compiute dai Tedeschi. Se l’ordine era di uccidere dieci Italiani per ogni Tedesco, per quale astrusa ragione questi vigliacchi assassini dalle mani invisibili seminavano bombe in qua ed in là, senza avere la certezza della risolutiva efficacia dei loto interventi? In fondo, ragionando machiavellicamente, quindi senza i melliferi fronzoli della morale, nella loro spietatezza, i Tedeschi avevano comunque avvertito; dunque, come dice un vecchio detto, avevano mezzo-salvato. Perché festeggiare, allora? Forse ho io una risposta plausibile, se non tanto da dire ed argomentare, anche se potrei andare avanti ancora per molto, nel tenore di quanto scritto sopra, almeno tuttavia da suggerire a chi mi si prestasse ascoltatore buono e senza pregiudizi o abbagli di sorta; una risposta, del resto, sicuramente non certa, ma neanche, d’altro canto, tanto visionaria; e con l’interrogativo, chiudo. Non sarà che il vero desiderio di questi “eroi” non fosse affatto la liberazione, bensì il Potere; vale a dire, liberare tutti gli scranni ed i troni ed occuparli poi quanto più saldamente possibile? Cosa hanno fatto, del resto, finita la guerra? Cosa stanno facendo, oggi, i figli ed i nipoti di quella generazione?

 
25 Aprile 2007

Di tanto in tanto, un colpo

Stamani sono capitato quasi per caso nel blog, giusto per vedere chi c’era capitato, quali erano gli articoli recentemente pubblicati dai miei amici, che novità ci fossero. Il buon Marco (scav86) mi ha generosamente invitato a lasciare un commento nel suo blog, al quale vi rimando, perché vi ha trattato di un argomento tanto delicato quanto interessante, e giustamente mi ha chiesto: “Che fine hai fatto?”; della serie: “Se ci sei, batti un colpo!”. Ebbene, ci sono, lo dico e lo garantisco, a conforto dei miei affezionati lettori ed a scapito dei miei, pochi, ma, di tanto in tanto, inaciditi detrattori. Sono però sommerso di studi, dalla mattina alla sera: tra l’università, le ripetizioni, il catechismo, gli esami da preparare, mi rimane poco tempo per uscire o passare per il blog e rimanerci a chattare un po’, come, del resto, mi piacerebbe anche tanto. D’altro canto, sapete del mio progettino di liberarmi l’estate intera: l’anno scorso, l’ultimo esame lo detti a settembre, a tre giorni dalla ripresa delle lezioni,con l’orario nuovo da fare, il piano di studi da compilare e liquidare, una serie di beghe da sbrigare e poco tempo, pochissimo, per riposarmi e rilassarmi, dopo la tensione di mesi e mesi sotto prova. Quest’anno, non solo non ci voglio ricadere, ma soprattutto ho programmato una vacanza niente male, che mi voglio godere assolutamente in pace e senza il pensiero di esami o noie ad attendermi al ritorno. A Dio piacendo, vorrei visitare, nel corso di una gita organizzata di quindici giorni, l’intera Turchia, in compagnia di un mio compagno di liceo, il grande Michele, con cui ho partecipato a gite scolastiche indimenticabili e divertentissime e con cui, in questi ultimi giorni, ho fortunatamente recuperato il contatto, dopo due anni di silenzio e allontanamento pressoché assoluto. Insomma, la mia eclissi, per ora, non è facile, lo ammetto; ma il pensiero del futuro mi alletta a tal punto che sono disposto quasi a tutto, adesso, pur di costruirmi e conservarmi, per quei quindici giorni e per quelli che verranno successivamente, una tranquillità ed una libertà rigorosamente totali. Nel frattempo, dunque, invito tutti i miei gentili lettori a non disperare di rivedermi o ritrovare miei articoli in questo blog, ché, anzi, mi farò sentire, ogni volta che ne avrò tempo ed occasione, e saluto cordialmente tutti quanti. A presto.

 
18 Aprile 2007

A poche ore dal Concilio di Arezzo

Finalmente un po’ di respiro da studi ed impegni, anche se solo per poco, purtroppo; un attimo di svago che dedico molto volentieri ai miei 25 lettori, e qui è proprio il caso di dirlo, visti gli standard di visite giornaliere ultimamente registrate dal blog. Che aggiornamenti dare, dunque? Sono immerso negli studi e mi ci sto votando davvero seriamente, anche perché la prospettiva di avere due o tre mesi in piena libertà mi alletta proprio tanto e mi incoraggia a continuare nella preparazione di ogni esame, anche a costo di qualche sacrificio di tempo o di uscite, in questo pur splendido periodo; spero solo che, poi, quest’estate non sia né torrida né piovosa; se infatti dovessi riuscire nei miei intenti, cosa assai ardua, ma non si sa mai, e qualcuno mi dovesse rovinare l’estate, giuro che l’ammazzo. Per il resto, però, lasciando da parte le minacce, non perché non siano serie, bensì, però, perché comunque il tempo stringe e, prima di dormire, avrei ancora qualcosina da curare, che dirvi? Domani rivedo per la seconda volta Michele, un mio compagno di liceo: erano due anni che, pur frequentando entrambi l’università di Firenze e corsi di laurea che svolgono le lezioni nella stessa zona, non ci eravamo più né rivisti né risentiti. Siamo stati compagni di banco per quattro anni su cinque; abbiamo sempre avuto un’intesa formidabile, che, dopo di lui, non sono riuscito a trovare in nessun altro; è un bravo ragazzo, con cui mi trovo davvero bene; la prima volta che ci siamo rivisti e siamo rimasti un po’ a ricordare i tempi di qualche anno fa, trascorrendo delle ore indimenticabili in cui non abbiamo smesso di ridere neppure un momento, l’abbiamo chiamato il “Concilio di Firenze” (per inciso, sia io che lui ci siamo per queste megalomanie un po’ sonate ma divertenti); domani, sono curioso; ci siamo accordati che sarà il “Concilio di Arezzo”: davvero non vedo l’ora. Quando siamo insieme, sento che siamo una forza, in un modo o nell’altro; ci divertiamo e ci rilassiamo; lasciamo ogni problema alle spalle e ci curiamo solo del momento presente; spero almeno che la giornata sia buona; noi, certo, non mancheremo di portare i nostri denti avvelenati e serpentini un po’ in giro per il centro; e povere, le vittime che cadranno sotto i nostri sguardi, all’apparenza sorridenti e sereni, ma, sotto sotto, non mai maligni, questo è sicuro, ma sempre sarcastici e pungenti, contro tutto e tutti. Chissà. Sono curioso e ansioso. Nel frattempo, saluto con tutto il cuore tutti i miei gentili lettori, raccomandandomi che continuino fedelmente a seguirmi e non abbandonino il blog. A presto.

 
14 Aprile 2007

Una bella sorpresina

In questo caldo sabato sera d’aprile, dopo essermi per un po' dannato l'anima per cercare di inserire qualche nuovo tool in questo blog, in un'impresa tanto ardua, quanto, come vedete, senza frutto, vorrei invitare, quanti siano interessati, al nuovo Gruppo che, provando e riprovando, avrei fondato su Giovani.it. S'intitola Atene e Roma, come un'autorevole rivista per classicisti, ma, di fatto, non è che un esperimento, che, però, oggi ho scoperto avere raccolto già due generosi iscritti; uno spazio in più in cui richiamare chi voglia condividere la propria cultura e le proprie idee, in un contesto che garantisco di piena libertà e tolleranza. Mi sono abbastanza speso in descrizioni, a questo punto, nella presentazione del gruppo stesso, quindi, se siete interessati o anche solo incuriositi, mi farebbe piacere ci passaste direttamente voi a dare anche solo un'occhiata; e se poi vi voleste iscrivere, tanto meglio: più siamo e meglio è. Informo, peraltro, sin da subito che sono alla ricerca di un ViceAmministratore, quindi, se qualcuno è interessato al posto, che, a scanzo di equivoci di qualche cornacchia che mi possa commentare ed infamare, non è un privilegio che concedo, ma semmai un aiuto ed una sollecitazione che potrei ricevere io stesso, dunque, dicevo, se c'è qualcuno che sia interessato, s'iscriva e me lo comunichi al più presto: valuterò volentieri ogni offerta, sperando nella pluralità e senza escludere, semmai, di proporre una sorta di elezioni-sondaggio, per la scelta del ruolo stesso di Amministratore. Del resto, è ancora prematuro parlarne: voi intanto, se volete, iscrivetevi numerosi, poi si vedrà. Il gruppo è come l'Agorà (=piazza) di Atene, chiunque vi potrà dire la propria e lanciare proposte o questioni interessanti di dibattito. A presto.

 
12 Aprile 2007

Finalmente a casa!

Oddio! Oggi non ci speravo più! Sono partito stamani a Firenze, con quattro ore no-stop di lezione, tuttavia preventivate, e poi il pranzo in mensa, il treno, le ripetizioni dalle quattro alle sei, altre ripetizioni, in una casa privata, dalle sei e mezzo alle sette e mezzo: sono a dir poco a pezzi. Certo, oggi in treno ho viaggiato ben volentieri, con Matteo, un mio vecchio e stimato amico, e delle mie simpatiche compagne di classe del liceo: una compagnia estremamente piacevole che spero di poter ritrovare spesso; con Matteo, del resto, mi trovo sempre bene, abbiamo sempre avuto una tacita e istantanea intesa su tutto, io e lui, oltre ad essere, lui, un ragazzo molto brillante e fine, che sa cosa dire nei momenti più appropriati. Tutto sommato, dunque, una giornatina pesantuccia anche se portata decentemente a conclusione. Ora non ci sono per nessuno; e rimarrò non contattabile fino a domattina. Domani, mi azzardo ad andare a Firenze, sfidando lo sciopero dei treni, dalle 9 alle 17. Cercherò di aggirarlo andando a Campo Marte, ma devo comunque sperare che qualche treno parta, sennò, fino alle cinque, sono fregato. Mi porterò qualcosa da studiare, tanto per cambiare, giusto per passare ma non sprecare il tempo. Un saluto a tutti.
 
11 Aprile 2007

Di passaggio

In questi ultimi giorni, come forse qualcuno si sarà accorto, sono molto meno presente che in passato in questo blog, pur non esimendomi mai dall'aggiornarlo, per quanto possibile, quotidianamente e dal seguirne certe dispute, come quella sull'Eutanasia, da me sollevata e che pare aver trovato, finalmente, due degni sostenitori, in un senso e nell'altro. Sta di fatto, tuttavia, che mi è saltato in testa un programmino perverso niente male per quest'estate, che, se riuscirò a realizzare, col sacrificio di questi pur splendidi giorni, mi lascerà libero, però, per mesi interi, un po' come le vacanze estive del liceo, ma senza il pensiero di dover tornare, alla fine, dalle solite, per quanto tollerate, facce. Per farla breve, mi sto mettendo sotto studio forzato, per vedere se riuscirò a dare tutti gli esami entro la metà di luglio, così da avere, poi, tutto il resto di quel mese, tutto agosto e tutto settembre senza pensieri e in piena libertà. Se ci riuscirò, ancora non lo so, anche se mi sto mettendo sotto di brutto e sto letteralmente macinando il lavoro da preparare; ma c’è, d’altro canto, così tanta roba, che il tempo ci vuole e a me non va affatto di tirare via: va bene fare al più presto, ma pretendo anche di fare al meglio, con i migliori risultati, oppure non se ne fa niente e quello che non c’entra viene rimandato. Intanto, mi scuso per l’assenza, che spero non troppo sofferta, e ringrazio tutti quanti coloro che, con le loro visite, hanno fatto raggiungere un primo traguardo al mio blog: più di 1000 visite in totale e più di 55 visite in una sola giornata; grazie, grazie di cuore! Per informazione, tra l’altro, fra le 1000 visite, ho scoperto annidarsene 8 dalla Germania, 2 dagli USA ed 1, rispettivamente, da Turchia, Polonia, Francia e Svizzera: non so chi siano questi miei gentili e segreti ammiratori internazionali, ma a tutti loro, 13 su più di 1000, non posso che rivolgere un ringraziamento con particolare affetto e cordialità. Continuate a seguirmi! A presto.

Tags: normale
 
10 Aprile 2007

Nuovo Sondaggio

A un anno dalle ultime elezioni politiche, un anno irrimediabilmente perso nella storia del nostro Paese (sfido a dire il contrario), propongo un nuovo sondaggio, a chiunque vi si voglia sottoporre, sulla attuale politica estera italiana. Per votare, come al solito, cliccate sull'icona Cast Your Vote. Spero che i contributi saranno numerosi. Grazie.

Free Vote Caster from Bravenet.com Free Vote Caster from Bravenet.com
 
09 Aprile 2007

Ogni tanto, un po' di politica

In questi giorni, gli artigli del Professore grondano più del solito, per l'indegno spargimento di sangue del povero interprete Afghano di Mastrogiacomo, in suffragio al quale, dal mio niente, esprimo tuttavia il personale cordoglio di Italiano alla sua famiglia ed alla sua Nazione, per il servizio reso lealmente ad un mio connazionale, e la massima vergogna per il comportamento e l'atteggiamento inqualificabile del Governo Italiano: fortunatamente non è il "mio" Governo, quindi non sono responsabile delle sue ignominie, ma sfortunatamente rappresenta anche me e allora, per parte mia, altro non posso fare, per ora, nel mio piccolo, che scusarmi, con chiunque meriti, per essere Italiano e per portare, con la mia sola nazionalità, l'onta di un Governo e di un Presidente del Consiglio su cui sarebbe meglio stendere, più che un velo pietoso, più di uno strato di carta igienica, e di quella solida. Comunque, tanto per sollevare un po' gli animi dal teatrino dei burattini, pubblico un video, trovato su YouTube, che mostra un'imitazione di Prodi, da parte del compagno Corrado Guzzanti, del 1997. Sono passati 10 anni, da allora, ma guardate e, soprattutto, ascoltate bene quello che dice: ditemi voi, in un decennio, se qualcosa è cambiato e se qualche frutto è maturato.

 
08 Aprile 2007

Meditazioni pasquali

E siamo alla Domenica di Pasqua, una delle tante, per alcuni, quella per eccellenza, per altri. Che dire? Forse in un giorno come questo il silenzio sarebbe più adeguato; ma, non so perché, da qualche anno, ogni festa è un pensiero, ogni ricorrenza è una tacca, nel calendario della mia vita. Quest’anno, allora, quest’oggi, il pensiero che più mi trattiene e rivolge si riferisce a Luca, che, in fondo, dico di aver salutato senza ripensamenti, ma un po’ mi manca, mi manca davvero. Non so, ultimamente ho ripensato spesso a lui, a come si è comportato, ai miei errori nei suoi confronti, che ce ne sono stati, e molti, a cosa farei se tornasse a chiedermi l’amicizia; davvero, in certi momenti, sono stato incerto se sperare che ritornasse oppure no. Il fatto è che, ad un amico come lui, anche se molto più recente rispetto ad altre persone che conosco da una vita, io ho voluto davvero tanto bene, ho tenuto in maniera incredibile; poi, c’è il mio carattere, forte o che almeno cerca di farsi sempre vedere forte, che mi dice: “Beh, dai… evidentemente non era l’amico giusto…”; ma io a lui tenevo, tantissimo, ed in lui avevo investito molto del mio affetto, molta della mia fiducia, io, che, prima di conoscere lui, mi fidavo sempre quasi di tutti, ma mai di nessuno, come invece ero arrivato a fidarmi di lui. E poi, così, di colpo, un fulmine a ciel sereno e tutto si è fatto cenere, leggera ed inconsistente. Chiaramente, come dare torto a chi, leggendo certi miei articoli dei giorni passati, si è meravigliato a leggere che, ormai, di Luca mi era passata ogni cura: è vero, detto così faceva veramente specie; ma, in fondo al cuore, io so che non era così, so che quel che scrivevo, nasceva solo dal mio proposito di andare avanti e di non mostrare agli altri il fianco ferito, la parte più vulnerabile del mio animo. Insomma, di tutto quello che è successo, mi dispiace e tanto: ho rimpianto sempre chiunque ho dovuto lasciare; gente conosciuta occasionalmente, così come tutti i miei vecchi amici; io sono un tipo che ama pochissimo i cambiamenti, affatto gli addii e gli abbandoni; se mi stabilizzo in una situazione, spero sempre che quella possa rimanere invariata: forse è infantile, forse è segni di debolezza; non so, forse non mi interessa; ma, alla fine, resta il fatto che io le chiusure ermetiche le detesto da sempre, sicuramente anche per quella paura della solitudine che qualcun’altro ha più volte ammesso; e con Luca, d’improvviso, siamo passati dal sentirci troppo al non sentirci per niente; altro che chiusura ermetica! D’altro canto, non posso dire di lamentarmi nella mia condizione attuale: sono un po’ un apolide o, all’inverso, un cosmopolita; non ho un gruppo mio, che sia mio, ma sto volentieri, quando posso, col gruppo della Giulia, o quando disponibile esco con l’Alice, o, quello che mi fa star meglio, trascorro ore e, qualche volta, giornate splendide con la Martina, per Firenze o in treno; ho ritrovato un buon dialogo col mio vecchio gruppo, chiaro, sereno, con meno macchie alle spalle, o almeno così sembra; senza contare che li ho trovati molto cambiati, in un anno, ed in meglio: i soliti bravi ragazzi, con cui sto molto bene, ma anche più aperti e disponibili di un anno fa, o almeno così a me è parso; un gruppo in cui non chiederei di tornare, ma con cui ho davvero un grande piacere a stare, tanto o poco, in giro per il centro. Insomma, forse il ricordo di Luca nasce solo perché non ho altro a cui pensare, anche se ne dubito, visto quanto ho da studiare e da fare in questi giorni; sicuramente, come tutte le persone importanti, anche di lui, in fondo, rimarrà sempre una parte in me, che mi ha accompagnato in un breve tratto della vita e, in qualche modo, mi ha fatto crescere e rafforzare. In conclusione, però, nel replicare gli auguri di Buona Pasqua, di cuore, a tutti quanti, anche se so che lui non leggerà mai queste parole, dal momento che non è mai stato né un amante dei blog in sé, né, ultimamente, del mio in particolare, a lui rivolgo un augurio personale: che la vita, e non solo la Pasqua, possa portarti tanta felicità e serenità, possa dare le migliori soddisfazioni a te e alla tua famiglia e possa allontanare dal tuo fragile animo ogni delusione e sofferenza. Un abbraccio.

Auguri di Buona Pasqua

Colgo l'occasione, pure nell'ora tarda e di ritorno dalla Messa di Mezzanotte in Duomo, che è stata estremamente solenne, oltre che sonnolenta, per rivolgere di tutto cuore i migliori e più affettuosi auguri di Buona Pasqua a tutti i visitatori, regolari ed occasionali, di questo mio blog. Sarebbe mio grande piacere nominare, uno ad uno, quelli in particolare cui mi riferisco, ma l'impresa, seppure meritoria, si rivelerebbe, alla fine, difficilissima e sempre incompleta: per non fare torto a nessuno, dunque, rivolgo i miei auguri indistintamente a tutti; ché, del resto, coloro ai quali intendevo indirizzarmi personalmente, già da un po' si sono trovati, o, al massimo, domattina si troveranno il mio messaggio rituale e tradizionale di auguri al cellulare, al quale, poi, ringrazio sin da adesso, tutte e tutti coloro che hanno già risposto e quanti lo faranno nella giornata di domani. A quanti, invece, non abbiano ricevuto neppure il messaggio, semplicemente perché non ne conosco il numero, gli auguri li rivolgo da qua, nella speranza che, seppure non contattate e contattati direttamente, tuttavia si sentano e si sappiano tutt e e tutti compresi in questo messaggio e nei miei pensieri. In conclusione, la Pasqua è il giorno del "passaggio", dalla morte alla vita, dalle tenebre alla luce; a tutti rivolgo l'augurio più cordiale che questa ricorrenza, anche quest'anno, possa compiere il miracolo della conversione dei nostri cuori, possa infondere nuove speranze, negli animi più affranti e disperati, ed, infine, possa riaccendere a vita nuova, purificata e serena, le fiammelle dei nostri cuori e delle nostre menti. Tantissimi auguri a tutti voi!
Tags: auguri pasqua
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