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| Non omnis arbusta iuvant humilesque myricae!/ Si canimus silvas, silvae sint consule dignae! | |
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I messaggi di Marzo 200730 Marzo 2007
Fase tre - PremesseLa mattinata di questo “day-after” è stata assolutamente ricca e sostanzialmente positiva: solo due ore di una bellissima lezione di Storia della Lingua Latina e poi sono ritornato ad Arezzo. Ma, a parte il dovere, c’è stato anche il pensare, il meditare, la ricerca di possibili cause a quanto è successo, la riflessione su un messaggio ricevuto ieri pomeriggio, non ovviamente da Luca (con lui, ormai, è gelo assoluto), ma da un altro amico che, ovviamente, non nomino ed a cui mi indirizzerò solo come “buon intenditore”. Ebbene, mi è venuto in mente quello che, l’anno scorso, quando io decisi di cambiare gruppo, abbandonando i miei vecchi amici, qualcuno andò a dire a Luca: “Sta attento! Non pensi che quello che sta facendo ora, un giorno lo possa fare anche con te?”. Lui si fidò. Si fidò, eppure mi chiese continuamente garanzie che non l’avrei mai fatto, non avrei mai tradito l’amicizia con lui: io mi ci trovavo bene, avevo ricostruito un rapporto nuovo, leale, soddisfacente, fondato sulla fedeltà e sulla assoluta sincerità; chi o cosa avrebbe mai potuto spingermi a rompere anche quell’amicizia? Oltretutto, io sono uno che ama molto poco i cambiamenti, tanto meno quelli delle amicizie: il precedente gruppo l’avevo voluto lasciare non per ragioni di comodo, perché avessi trovato Luca, ma perché c’erano comportamenti e modi che non mi andavano bene, e tuttora sopporto poco volentieri; non erano comuni a tutti, è vero, ed il mio errore fatale fu quello di coinvolgere, nell’affare, anche chi non c’entrava; fui frainteso e non semmai districarmi; non seppi chiarire quello che non mi andava, mi limitai a staccarmi sempre più nettamente; fui un pessimo comunicatore. D’altro canto, proprio chi più direttamente attaccavo, meno di tutti si pose il problema di mantenermi, di cambiare, per salvare l’amicizia: è inutile che poi mi si venga a dire, con un plurale che peraltro a me desta sospetto, “abbiamo sofferto”; un singolare, in quel caso, basta ed avanza, secondo me; è credibile, me lo sono sempre aspettato ed è stato anche il pensiero che più mi ha addolorato, nel tempo; ma il plurale no, non è credibile, è smentito dai fatti, coinvolge chi non ci sta; al massimo, lo ammetto a coinvolgere altri, e semmai me ne dispiaccio, ma non lo sento azzeccato, di sicuro, per quelli che realmente sembra coinvolgere, perlomeno a quanto pare dalle intenzioni di chi lo dice o scrive. Insomma, comunque, dicevo che non amo i cambiamenti; e tuttora è così: sono cambiato molto, dentro, sono cresciuto, ma le mie garanzie mi piace ancora averle e darle (al contrario di quanto si creda): non tradisco, semmai avverto e poi passo all’azione; non abbandono; non me ne approfitto. E invece, con Luca, cos’è successo? È successo che, quando mi staccai, lui decise spontaneamente di schierarsi dalla mia parte e di difendere le mie posizioni; sottolineo spontaneamente, perché non lo coinvolsi mai, anzi, fino a che lui stesso, di testa sua, non venne allo scoperto, io non feci altro che invitarlo a non intromettersi, a restarsene fuori, a mantenere buoni rapporti con tutti. Qualcuno forse potrà dubitare di questo, ma so di avere la coscienza assolutamente pulita e di poter dire e scrivere liberamente: non esiste nessuno, in nessuna parte del mondo, che, in buona fede, possa uscirsene e sparare che quello che scrivo non è vero, che è pura invenzione auto-apologetica, solo per rifarmi una verginità, che, di fatto, l’anno scorso persi. Chiunque dica pure quello che vuole; io faccio i conti solo con la mia coscienza. E la mia coscienza, allora, mi disse di fidarmi e di affidarmi a quell’amico, sempre più vicino ed intimo, sempre più presente al mio fianco, sempre più amico, nel profondo senso della parola, in un momento di particolare difficoltà, tanto amico, quanto in precedenza nessuno, tranne il buon Marco (scav86) mi era mai stato o, perlomeno, mi ci si era fatto sentire. Tornassi indietro rifarei certi passi? Certo che sì; la situazione non mi andava bene, lo feci presente, non fui ascoltato, arrivederci e grazie: nessuno è sacro, tutti sono importanti, nessuno è indispensabile. Dalla rottura col mio precedente gruppo imparai ad ingoiare meno rospi, a far più presente tutto ciò che non mi andasse, a presentare più chiaramente ed al diretto interessato le mie critiche, a fidarmi un po’ di più degli altri; fidarsi e ricevere tutto ciò che questo comporta in più, nel bene e nel male, rispetto ad un equidistante equilibrio d’affetti e sentimenti: sentirsi sempre in gioco, prendere posizioni pro o contro, godere di una compagnia impagabile e, di tanto in tanto, prendere qualche brutto schiaffo, tuttavia formativo. E con Luca? Con lui ho trascorso un anno intensissimo, di amicizia pura e vera, leale e disinteressata, il massimo che in tutti i miei vent’anni mai abbia potuto aspirare e ricevere: è un ottimo ragazzo, serio, affidabile, generoso. Alla fine? Alla fine è successo, innanzitutto, esattamente il contrario di quello da cui quell’iniziale avvertimento voleva metter in guardia lui; è successo contro di me, quello che mai io avrei fatto contro di lui. E cosa ho imparato dalla fine della amicizia con lui? Beh, innanzi tutto che fidarsi è bene, non fidarsi è male, fidarsi troppo è ancora peggio; quindi che ogni esclusività è nociva e va evitata, anche se a cercarla non sono stato sempre io e, soprattutto nei primi tempi, a me fu solo chiaramente richiesta ed io l’accettai di buon cuore soltanto per venire incontro ad una amico che mi si offriva con una credibilità ed una affidabilità assolute ed indiscutibili; comunque, in terzo luogo, che l’amicizia è fatta di dare ed avere, in ogni ambito e livello, e che devo diffidare sia da chi troppo da sia da chi troppo pretende. E per il futuro? Contrariamente a quello che qualche cinereo ultore (invito a cercare la voce “ultor, -oris”, nel vocabolario di latino, per chi non la conoscesse) si aspetterà, o da tempo aspettava, non sono solo, non navigo nel fango (usiamo un eufemismo…), non cerco ancore di salvataggio (figuriamoci! sto tanto bene a galla così come sto, con le mie amicizie di vecchia data, rinsaldate o recuperate; chi me lo farebbe fare di appesantirmi ancora di più col peso di ancore aggiuntive?), ho una schiera di amici e, soprattutto, amiche, che da mesi, qualcuna anche da anni (Giulia e Carlotta, ne sappiamo qualcosa), sono la luce dei miei occhi: a loro e solo a loro mi voglio dedicare, senza dare preminenza a nessuno in particolare, ma apprezzando e facendomi sentire al fianco di tutti contemporaneamente e con pressoché uguale affetto. Non conosco alcuna retromarcia, non la vorrei mai intraprendere, anche perché mi trovo già bene con chi mi sta accanto adesso, in ogni giorno della settimana; si sappia, per chi stava acquattato ad attendere una vendetta su di me, che, per quanto mi riguarda, potrà disperare di averla; nel mio cambio, al posto della retromarcia, io ho la sesta, e i miei motori guardano solo in una direzione: Avanti! Avanti! Avanti! 29 Marzo 2007
Le famose ultime parole...Come non detto. E precisamente un anno dopo, o poco più. Per ragioni che ancora non mi so spiegare, ma di evidente Nemesi storica (che mi sta anche bene). L'amicizia con Luca è finita. Ieri ho cercato di fare di tutto per mantenerla, perché tenevo davvero tanto a lui; ma è stato irremovibile. A questo punto non mi rimane che costruire una fase-due, o meglio fase-tre: qualche idea già ce l'ho; se non altro, sono gesti doverosi, ormai. Ma annuncerò le novità prossimamente.
28 Marzo 2007
Lettera aperta al mio migliore amico e fratello Caro
Luca, Un abbraccio forte da migliore amico e fratello, Matteo. 26 Marzo 2007
Ce n'è solo per alcuni... solo per i buoni... Mi scuso per questo prolungato
silenzio, ma gli studi, le ripetizioni, la mia fissa di dover provare a tutti i
costi, sabato scorso, la ricetta di un dolce che ho trovato su una rivista (che
poi è venuto anche bene!) e certi miei lavoretti personali, cui mi sono
volentieri dedicato in un faticoso ozio letterario, mi hanno talmente occupato
che, anche quando ho avuto tempo per stare al computer, tuttavia non ho avuto
la forza di scrivere né il coraggio di abborracciare alla meno peggio le più
recenti novità. Comunque, tanto per riprendere un po’ il filo, sabato sera sono
stato benissimo, anzi meglio che benissimo: sono uscito tutta la sera con la
carissima Alice, una mia vecchia ed amata amica, nonché, praticamente, dopo la Giulia, e come la paziente
Martina, una mia confidente donna fidata (e per uno un po’ maschilista come me,
in certe cose, simili riconoscimenti sono onori d’oro per chi li riceve), e per
tutta la sera siamo rimasti quasi sempre e solo in due, esclusi gli incontri in
giro per il centro. Abbiamo trovato, tra gli altri, il buon Marchino (scav86),
con cui sono stato un po’ a chiacchierare con tanto piacere e serenità, quasi
come se fra noi due non fosse mai successo niente (caro Marco, sei sempre il solito bravo ragazzo, come non avevo mai
smesso di credere; ti conosco troppo bene, in fondo, e so che non puoi
deteriorare, per tua e mia fortuna; anche se sono il tuo EX-segretario, se ti
serve qualcosa, qualunque cosa sia nelle mie umane possibilità, sappi che puoi
contare su di me) ed il mitico Emanuele, o meglio Ema, che era davvero da
tanto tempo che non ritrovavo per il centro e mi ha fatto piacere rivedere. Poi,
sempre in due, siamo andati ad un pub a Montagnano, il famigerato “Boccon da
Ghiotti”, che è in assoluto il mio preferito nel circondario, a festeggiare il
superamento dell’Alice dell’esame teorico per la patente e là mi sono bevuto la
mia prima birra, o, meglio, la prima che mi sia piaciuta (io non amo quel che è
amaro, come la normale birra, appunto, ma lassù ne servono anche una marca, la “Dominus”,
che è molto più delicata e piacevole), che del resto ci siamo scolati
volentieri entrambi, chiacchierando praticamente di tutto. Quindi siamo tornati
a casa, che con questa trappola di ora legale, poi, non volevamo far troppo
tardi, senza contare che il sonno stava iniziando a farsi sentire. Comunque,
tutto sommato, una serata splendida.
Grazie
infinite di tutto, mia cara Alice! Sei sempre una grande amica, simpatica,
brillante e con la testa sulle spalle, per di più sei anche una bellissima
ragazza, che però, allo stesso tempo, benché, come tante altre, che, d’altro
canto, invece, si fanno conquistare e perdere, anche tu sia esposta a questo infame
mondo lusinghiero e deviante, tu, tuttavia, come poche, riesci ad avere la
forza ed il coraggio di non farti imbrattare ed imbruttire. Sei una compagna di serate, a piedi, come in macchina, assolutamente unica e per me è sempre
un piacere prezioso averti accanto. Mi rallegra che, dopo diversi mesi di
silenzio, ora si stia recuperando un bel rapporto: evidentemente non era
scritto nelle stelle che le nostre strade si dividessero per sempre, e meno
male! Per il resto, lo sai, quel che ti auguro è tutta la felicità e la gioia del mondo e, non ultimo, di trovare un principe azzurro che finalmente ti faccia essere e sentire la principessa gentile che, interiormente, tu sei davvero, nella tua rara e raffinata dolcezza.
Per il resto, tutto regolare, domenica domestica e di svago; lunedì, cioè oggi, piacevolissimo, grazie soprattutto alla mia cara Martina, che come al solito, con gli altri, mi ha accompagnato in treno ed ho ritrovato alla lezione di Abilità Informatiche (praticamente le due ore in cui io, lei e la Carlotta si sta a navigare selvaggiamente, per conto nostro, sfruttando le linee dell’università). E poi? E poi si va avanti, sempre con coraggio, ora, però, anche con qualche nuova speranza in più. 24 Marzo 2007
Ancora un po' di saggezza dal lontano OrienteNon temere se il tuo cavallo scappa. Se ti appartiene, ritornerà. E se non tornerà, è perché non è mai stato
tuo.
Che aggiungere a queste poche parole, che, come ogni proverbio, hanno il raro pregio di esprimere, in concisione, una verità tanto lampante e apparentemente banale, quanto, però, purtroppo, troppo spesso dimenticata o messa da parte? 21 Marzo 2007
Si chiudono le porte di Giano Eccomi tornare,
dopo tutto questo silenzio, a scrivere qualcosa di nuovo; ma tra l'università,
le ripetizioni e le chat non ho mai avuto un momento libero per rilassarmi; ed
in fondo è stato anche meglio, perché i sentimenti ed i pensieri che mi sono
balenati in testa, in questi ultimi giorni, sono stati tanti ed estremamente contraddittori:
solo ora, insomma, posso scrivere liberamente e con le idee un tantino più
chiare. Prima di tutto il "silenzio": chi mi ha frequentato,
ultimamente, tutto potrà dire, fuorché che me ne sono rimasto in silenzio o più
taciturno del solito; anzi, tutto sommato posso dire di essermi reso anche più
loquace, con qualcuno, che in passato. Però, a ben vedere, sono rimasto anche
solo e piuttosto spesso e a lungo: in treno, in autobus, in casa. Il
"silenzio", il "mio silenzio" è pericoloso: mi ci chiudo
poche volte, ma, sostanzialmente, periodicamente; scruto e rivedo pezzettino
dopo pezzettino, file dopo file, l'archivio della mia memoria, la mia vita in
complesso: le mie relazioni, le mie tolleranze e le mie intolleranze, i miei
elementi favorevoli e che apprezzo e quelli critici, che meritano più
attenzione, le vendette da aspettare, quelle da consumare e quelle da graziare:
insomma, un auto-screening generale, dal quale c'è chi poi ne esce senza testa,
quindi non ne esce, chi con le ossa rotte (e, alle volte, sarebbe stato meglio
se ne fosse uscito senza testa), chi con un pugno, chi con una carezza; chi
crolla vertiginosamente e chi viene generosamente rivalutato. Ebbene, la
"commissione" della mia testa, che ha svolto questo lento e
cinicamente raziocinante scandaglio, ha prodotto i suoi risultati: basta! Basta
aprire le porte a tutti coloro che mi si presentino; basta sorridere a chi non
mi va a genio neppure a pelle; basta perdonare e abbozzare, ingoiare rospi,
che, tanto, alla fine, avvelenano soltanto me; basta con tutto questo sistema
di cortesia e dedizione altruistica. Nessun ripiego egoista o egocentrico, certamente,
nessun isolamento, ma, d’altro canto, nuove regole di reclutamento nella
schiera degli amici ed in quella dei nemici. Sia chiaro, cambia tutto anche per
i vecchi amici e nemici: nessun privilegio, nessuna particolarità, nessuna
eccezione. Alla fine, si salvano, in un ordine non casuale: Luca, la mia
migliore amica Giulia, la
Martina, la
Carlotta, la
Babi (stronzaconiraga), Marco (scav86) ed il mio ex-gruppo,
per intero e comprese le nuove e gentili annessioni, tutti coloro che conosco
all'università, che non potrei nominare singolarmente, senza incorrere nel
rischio di far torto ad alcuna o alcuno e tutti coloro che ho conosciuto
attraverso questo blog. Il resto è perduto. E che cambia? Cambia, cari miei,
eccome! Mio caro Luca: tu non sei
messo in discussione, semplicemente perché non ho alcun motivo di farlo; Giulia: ti voglio un bene dell'anima, lo
sai: come intaccarti? Anzi, se ci fossero le parole adatte per abbracciarti e
ringraziarti, oltre ad un banale "grazie", te le dedicherei a caratteri
monumentali ovunque potessi; Martina,
sei in crescita inarrestabile, ultimamente, cosa dire contro di te? Sei anzi
una bella persona, con cui mi trovo benissimo, davvero come con pochi altri: grazie
infinite anche a te. Carlotta: tu mi
fai divertire da matti, lo sai, mi fai ridere su tutto e su tutti e tingi di
luce tante mie giornate, con quel tuo sorriso solare e spensierato. Babi: che dire? Mi fai tanta tenerezza,
e tu sai perché. Per parte mia, il massimo che posso farti, per ora, è mandarti
un abbraccio forte con i migliori auspici, sempre rimanendo a tua disposizione.
I miei colleghi e le mie colleghe
d'università: mi fate compagnia ogni mattina, corso dopo corso; siete
gentili e sorridenti e mi mettete sempre di buonumore, distraendomi da ogni
noia e depressione: grazie anche a voi! Marchino
(scav86), Marco, Ema, Matteo ed Amelio: con
voi, fortunatamente, ho mantenuto o riaperto un dialogo positivo, che, questo
mi rincuora, nonostante i miei errori, non butta alle ortiche quasi venti anni
di amicizia; avete preso, o ripreso, molti punti anche voi, insomma. Infine, le amiche e gli amici di giovani.it:
grazie per farvi spesso sentire, una, in particolare, la buona Stefania, e
per riempire, chattando, con qualche chiacchiera e qualche risata, i miei
solitari ed altrimenti noiosissimi pomeriggi. Da oggi si cambia sistema e vita.
Inseguirò quella che i greci definivano mirabilmente come “eukolìa” che… come
tradurla? Diciamo una serenità interiore, solare, non intaccabile, che si
manifesta esteriormente in una condizione di sorridente pace e tranquillità. Basta
lottare, vedere o crearmi nemici, reali o immaginari. Andrò per la mia strada,
curando i miei interessi e quelli di chi si è salvato, o emergerà prossimamente.
Per il resto, per tutto quello che finora non mi è andato bene, o continua a
non andarmi bene, completa amnistia (nel senso etimologico di “dimenticanza
volontaria”), senza rivendicazioni (eccetto eventuali crediti da riscuotere) o
recriminazioni. E seguirò, finalmente, quello che consiglia un noto proverbio cinese:
18 Marzo 2007
Test sulla personalitàRingraziando il buon Marco (scav86) per la dritta sul suo blog, pubblico il risultato di un test sulla personalità, offerto da un sito che, di solito, è un concentrato di cavolate, ma, rovistando rovistando, con questi test ci prende anche quasi sempre.
Risultato test Come ti vedono Hai totalizzato 46 punti su 60. Il tuo profilo psicologico: Gli altri ti vedono come una persona viva, briosa, piena di spirito, attiva; sei visto/a come una persona sempre al centro dell'attenzione, ma comunque equilibrata senza montarti la testa, in grado di tirar su il morale agli altri. Mah. Per verificare, aspetto commenti di chi mi conosce. 17 Marzo 2007
Carpe diem!Tu ne quaesieris (scire nefas) quem mihi, quem tibi
finem di dederint, Leuconoe, nec Babylonios temptaris numeros. Vt melius quicquid erit pati! Seu pluris hiemes seu tribuit Iuppiter ultimam, quae nunc oppositis debilitat pumicibus mare Tyrrhenum; sapias, uina liquens et spatio breui spem longam reseces. Dum loquimur, fugerit inuida aetas: carpe diem, quam minimum credula postero. Orazio, Odi, I, 11 No, tu non indagare (non devi saperlo) quale sorte a me, quale A te gli dei abbiano concesso, o Leuconoe, e non consultare I tarocchi Babilonesi. Quanto è meglio accettare qualunque cosa verrà! Sia che Giove ti permetta di trascorrere più inverni, sia che sia l’ultimo Questo, che adesso sfianca, sulle opposte coste rocciose, il mare Tirreno; tu sii saggia, mesci vino e, poiché c’è poco tempo, Abbandona ogni speranza proiettata sul futuro. Mentre parliamo già invidiosa Fugge la vita: cogli l’attimo, affidandoti il meno possibile al domani. Avanti con coraggioUltimamente, a parte le traduzioni che ho pubblicato, forse qualcuno si sarà reso conto, tirando un sospiro di sollievo o incuriosendosi,
che non ho dato tanto spazio al diario delle mie giornate: il fatto è che da
sabato scorso, lentamente, dopo tante burrasche interiori, ho finalmente
ritrovato un certo equilibrio e, questi che stanno passando, non sono che i
momenti di assestamento e di ricostruzione. Non posso dire di stare bene, in
questo momento, né di essere sereno, tranquillo o, tantomeno, felice; ma chi
può dirlo al mondo? Forse è proprio questo, del resto, che un po' mi ha
consolato: il fatto di non essere solo a soffrire e la constatazione che, a ben
vedere, ognuno ha le sue croci e chi non ne ha, si prepari ai prossimi rovesci.
Certo, bella soddisfazione, mi si potrebbe obiettare. Ma che volete che vi
dica: quando ci si trova in certe condizioni, qualsiasi cosa può essere
sfruttata per tirare su il morale. Ora sono certo che, come al solito, il mondo
girerà e chi mi ha fatto soffrire, volontariamente o involontariamente, nei
giorni scorsi, presto o tardi riceverà quel che gli spetta, magari anche
immeritato. Sono sicuro che tornerò a sorridere e a cavalcare l'onda, nel
solito ciclo di alti e bassi di cui si compone la vita. E come la Babi mi scrisse e consigliò
una volta, quando tornerà il sole, cercherò di godermelo, istante dopo istante,
senza pensare al futuro. Basta soffrire, basta preoccuparsi per gli altri: chi
mi vuole, mi cerchi e non mancherò di rispondere. Sarò benevolo verso tutti e
tutte e sgarbato con nessuno, a meno che proprio non se lo meriti. Non
sopporterò all'infinito, ma inizierò a far valere le mie ragioni, a farle
rispettare e applicare, nei limiti della libertà altrui. Per quanto riguarda la
sincerità e l'essere diretto, credo di aver imparato molto da quello che
avvenne ormai un anno fa: quel Matteo è morto e sulle sue ceneri ne è risorto
uno nuovo. Quel che rimane da dire, e soprattutto da dirmi, allora, è solo
"Avanti Matteo! Avanti con coraggio!".
15 Marzo 2007
Pubbliche scuseRivolgo pubblicamente ed umilmente scusa ad una grande persona, che ieri si è sentita offesa da certe mie innocenti affermazioni sul suo conto: non tanto perché la questione non sia stata superata, quanto per darle lo spazio che merita, anche in questo blog. Senza nominarla, ma scenderò nello specifico, se me lo chiederà o mi autorizzerà, le rivolgo le più sincere scuse per un gesto avventato e di confidenza, che certo avrei potuto evitare, ma che, il mio temperamente spesso giocoso, seppure solo con le persone con cui mi trovo più a mio agio, mi ha spinto a commettere, con la candida innocenza, non tanto dell'immaturità, bensì della sorridente amichevolezza. D'altro canto, per quanto e quando, tutte le volte, mi è stata vicino, io tengo moltissimo a questa persona ed ho avuto, come ho, tutta la premura di dedicarle rispetto ed ogni generosa benevolenza possibile. Un abbraccio forte a te, gentile e preziosa persona, con la promessa, da parte mia, per una minore avventatezza in futuro e per la massima garanzia nei tuoi confronti.
avanti > | Che siate giunti qui per sbaglio, girovagando o per scelta, grazie per la visita!Commenti recentiAmo1. La mia pulcina adorata!!!
2. Parlare e ridere con i miei amici 3. Viaggiare e conoscere gente nuova 4. Ascoltare la musica o leggere un buon libro 5. Chiacchierare e scherzare con chiunque Odio1. I superbi, che credono d'avere ragione e vorrebbero importela, come se tu fossi un cretino
2. Gli sciaborditi, no-global e pacifisti violenti e radicali 3. Ogni estremista, di sinistra e destra 4. Gli intellettuali che si credono i nuovi vati del nostro secolo e vorrebbero guidarci secondo le loro idee ed i loro progetti, vecchi e polverosi 5. Dovermi alzare presto la mattina (quando non mi aspettano buone compagnie) Grazie a tutti voiNon perdetevi neanche questi blog!!!Archivio
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