29 Luglio 2008

Ferie in Sardegna - Resoconto di una settimana straordinaria

 

sardegnaDi ritorno da una splendida settimana di ferie nella meravigliosa Sardegna, come si sarà potuto arguire dalle foto che proprio ieri ho pubblicato, è difficile, se non impossibile sottrarmi alle riflessioni, considerazioni e nostalgie che il viaggio ha lasciato come sempre dietro di sé e che con maggiore attrito si presentano ora, in questi giorni di forzato recupero della routine e della vita di tutti i giorni. Ho trascorso otto giorni fantastici, sia perché in compagnia della mia famiglia, che altrimenti, per studio e lavoro, non ho mai l’opportunità di godermi durante l’anno, sia soprattutto per la novità e la disarmante e terribile bellezza dei luoghi che abbiamo visitato e del villaggio in cui abbiamo soggiornato. La partenza, da Livorno, rigorosamente con imbarco di auto, così da esser più liberi di viaggiare e di muoverci, una volta sbarcati sull’isola, era programmata per venerdì 18, alle 21:30, con traghetto Moby diretto ad Olbia; avevamo prenotato una cabina e vi abbiamo pernottato comodamente, dentro una nave piena di confort e ricca di locali. Il giorno dopo siamo arrivati ad Olbia alle 8:30 circa e ci siamo subito diretti verso la vicina Costa Smeralda per una visita veloce; Porto Cervo, il lusso e lo sperpero di interi capitali: yachts, auto di lusso, negozi di marche con prezzi da capogiro e tanta, tantissima gente snob, di quella che, se non si va in certi posti, si crederebbe che possa esistere solo nei film o in qualche vecchio stereotipo; Porto Rotondo, grazioso e non meno elegante, anche se di categoria, seppure altissima, tuttavia leggermente inferiore. Quindi ci siamo rivolti verso l’interno, Nùoro, per una visita veloce, anche se senza preavviso, a colei che un anno fa pressoché esatto battezzavo come “Vostra Grazia” e per un pranzo rapido presso il Centro Commerciale, con annesso Cinema multisala, grande e fornito di negozi più del doppio dell’Europlex di Arezzo, presso la vicinissima località di Prato Sardo. Da lì siamo scesi a Cala Gonone, nel Golfo di Orosei, dove avevamo prenotato per una settimana una camera in un bellissimo Villaggio turistico: accoglienza ottimale, simpatica e piacevole animazione, cucina eccellente e varia, pulizia ed ordine impeccabili, piscina enorme e dotata di angolo ad idromassaggio, efficiente servizio di trenino per la spiaggia e di navetta per il vicino paese; in una parola, un angolo di paradiso, sia per famiglie sia per giovani, purché non alla ricerca di sballo o di eccessi. Vi abbiamo soggiornato per una settimana, riposandoci e godendoci il sole ed il mare di Sardegna, limpidissimo e pulito, anche se subito molto profondo, quindi poco indicato a chi non sapesse nuotare; ce ne siamo allontanati solo in occasione di una passeggiata per Nùoro, il lunedì, dove abbiamo percorso qualche vicolo del centro storico, il Corso Garibaldi, fino alla Chiesa delle Grazie, ed abbiamo raggiunto e visitato la cattedrale di Santa Maria della Neve e la vetta del sovrastante Monte Ortobene, fino alla maestosa statua di “Su Redentore”, proprio sopra la città, e per un’escursione in battello, il venerdì, da Cala Gonone lungo tutto il Golfo di Orosei, facendo scalo presso la Grotta del Bue Marino, che prende il nome dal fatto che era un punto della costa mediterranea in cui fino agli anni Settanta del Novecento si ritrovavano una cinquantina di Foche Monache per dare alla luce i propri piccoli, presso Cala Biriola, per pranzo, dove il mare e la natura sono indescrivibili a parole, presso Cala Mariolu ed infine presso Cala Luna, dove la sabbia è finissima ed incredibilmente quasi non rimane attaccata alla pelle. Il sabato abbiamo lasciato il villaggio e, dato che il traghetto di ritorno l’avremmo avuto il giorno dopo, abbiamo deciso di visitare la costa nord-occidentale dell’isola; la catalana, affascinante, romantica Alghero, la piccola e graziosa Stintino, da dove partono i traghetti per la vicina isola dell’Asinara; la marittima e turistica Porto Torres; infine, la meritatamente vanitosa e raffinata Sassari, dove abbiamo visitato la stupenda Piazza d’Italia e pernottato in un non lontano Bed & Breakfast, lussuosissimo e, d’altro canto, molto ospitale ed accogliente. La mattina dopo ci siamo rimessi in viaggio per Olbia, dove il traghetto per Livorno sarebbe salpato alle 15:30, e, nel tragitto, abbiamo fatto solo brevi soste di visita presso le bellissime ed antichissime Pievi di Saccargia (1116) e di Ardara (1107), in stile pisano-pistoiese. Ad Olbia ci siamo limitati a pranzare, percorrere qualche metro del locale Corso e raggiungere il porto, dove ci siamo imbarcati in un bestione di nave che è salpato alle 16 e ci ha riportato “in continente” alle 23. Rientro in patria all’una di notte, stanchi ma immensamente arricchiti. In definitiva, totalmente un altro mondo: caldo, ma sempre ventilato; ottime strade, nuove, assolutamente quasi prive di curve e senza traffico; gente legata in maniera commovente e giustamente alla propria terra, calorosa ed accogliente con chi la rispetti, chiusa e diffidente con i cialtroni, serena e senza lo stress che ormai quotidianamente subiamo noi continentali; un natura aspra ma materna e non spoglia, bensì ammorbidita da soffici cespugli e da profumati boschi di oleandri selvatici; una cucina dai sapori forti e decisi, seducenti e sani. Consiglio a chiunque non l’avesse ancora fatto, di mettere in conto quanto prima una bella visita in Sardegna, dovunque si voglia andare: dove si va, si cade bene! A presto!

Tags: sardegna
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