Di ritorno da una splendida settimana di ferie nella meravigliosa
Sardegna, come si sarà potuto arguire dalle foto che proprio ieri ho
pubblicato, è difficile, se non impossibile sottrarmi alle riflessioni,
considerazioni e nostalgie che il viaggio ha lasciato come sempre dietro di sé e
che con maggiore attrito si presentano ora, in questi giorni di forzato recupero
della routine e della vita di tutti i giorni. Ho trascorso otto giorni
fantastici, sia perché in compagnia della mia famiglia, che altrimenti, per
studio e lavoro, non ho mai l’opportunità di godermi durante l’anno, sia
soprattutto per la novità e la disarmante e terribile bellezza dei luoghi che
abbiamo visitato e del villaggio in cui abbiamo soggiornato. La partenza, da
Livorno, rigorosamente con imbarco di auto, così da esser più liberi di
viaggiare e di muoverci, una volta sbarcati sull’isola, era programmata per
venerdì 18, alle 21:30, con traghetto Moby diretto ad Olbia; avevamo prenotato
una cabina e vi abbiamo pernottato comodamente, dentro una nave piena di
confort e ricca di locali. Il giorno dopo siamo arrivati ad Olbia alle 8:30
circa e ci siamo subito diretti verso la vicina Costa Smeralda per una visita
veloce; Porto Cervo, il lusso e lo sperpero di interi capitali: yachts, auto di
lusso, negozi di marche con prezzi da capogiro e tanta, tantissima gente snob,
di quella che, se non si va in certi posti, si crederebbe che possa esistere solo
nei film o in qualche vecchio stereotipo; Porto Rotondo, grazioso e non meno
elegante, anche se di categoria, seppure altissima, tuttavia leggermente
inferiore. Quindi ci siamo rivolti verso l’interno, Nùoro, per una visita
veloce, anche se senza preavviso, a colei che un anno fa pressoché esatto
battezzavo come “Vostra Grazia” e per un pranzo rapido presso il Centro
Commerciale, con annesso Cinema multisala, grande e fornito di negozi più del
doppio dell’Europlex di Arezzo, presso la vicinissima località di Prato Sardo. Da
lì siamo scesi a Cala Gonone, nel Golfo di Orosei, dove avevamo prenotato per
una settimana una camera in un bellissimo Villaggio turistico: accoglienza
ottimale, simpatica e piacevole animazione, cucina eccellente e varia, pulizia
ed ordine impeccabili, piscina enorme e dotata di angolo ad idromassaggio, efficiente
servizio di trenino per la spiaggia e di navetta per il vicino paese; in una parola,
un angolo di paradiso, sia per famiglie sia per giovani, purché non alla ricerca
di sballo o di eccessi. Vi abbiamo soggiornato per una settimana, riposandoci e
godendoci il sole ed il mare di Sardegna, limpidissimo e pulito, anche se
subito molto profondo, quindi poco indicato a chi non sapesse nuotare; ce ne
siamo allontanati solo in occasione di una passeggiata per Nùoro, il lunedì,
dove abbiamo percorso qualche vicolo del centro storico, il Corso Garibaldi,
fino alla Chiesa delle Grazie, ed abbiamo raggiunto e visitato la cattedrale di
Santa Maria della Neve e la vetta del sovrastante Monte Ortobene, fino alla maestosa
statua di “Su Redentore”, proprio sopra la città, e per un’escursione in
battello, il venerdì, da Cala Gonone lungo tutto il Golfo di Orosei, facendo
scalo presso la Grotta del Bue Marino, che prende il nome dal fatto che era un punto
della costa mediterranea in cui fino agli anni Settanta del Novecento si
ritrovavano una cinquantina di Foche Monache per dare alla luce i propri
piccoli, presso Cala Biriola, per pranzo, dove il mare e la natura sono
indescrivibili a parole, presso Cala Mariolu ed infine presso Cala Luna, dove
la sabbia è finissima ed incredibilmente quasi non rimane attaccata alla pelle.
Il sabato abbiamo lasciato il villaggio e, dato che il traghetto di ritorno l’avremmo
avuto il giorno dopo, abbiamo deciso di visitare la costa nord-occidentale dell’isola;
la catalana, affascinante, romantica Alghero, la piccola e graziosa Stintino,
da dove partono i traghetti per la vicina isola dell’Asinara; la marittima e turistica
Porto Torres; infine, la meritatamente vanitosa e raffinata Sassari, dove
abbiamo visitato la stupenda Piazza d’Italia e pernottato in un non lontano Bed
& Breakfast, lussuosissimo e, d’altro canto, molto ospitale ed accogliente.
La mattina dopo ci siamo rimessi in viaggio per Olbia, dove il traghetto per
Livorno sarebbe salpato alle 15:30, e, nel tragitto, abbiamo fatto solo brevi
soste di visita presso le bellissime ed antichissime Pievi di Saccargia (1116)
e di Ardara (1107), in stile pisano-pistoiese. Ad Olbia ci siamo limitati a
pranzare, percorrere qualche metro del locale Corso e raggiungere il porto,
dove ci siamo imbarcati in un bestione di nave che è salpato alle 16 e ci ha
riportato “in continente” alle 23. Rientro in patria all’una di notte, stanchi
ma immensamente arricchiti. In definitiva, totalmente un altro mondo: caldo, ma
sempre ventilato; ottime strade, nuove, assolutamente quasi prive di curve e
senza traffico; gente legata in maniera commovente e giustamente alla propria
terra, calorosa ed accogliente con chi la rispetti, chiusa e diffidente con i
cialtroni, serena e senza lo stress che ormai quotidianamente subiamo noi
continentali; un natura aspra ma materna e non spoglia, bensì ammorbidita da
soffici cespugli e da profumati boschi di oleandri selvatici; una cucina dai
sapori forti e decisi, seducenti e sani. Consiglio a chiunque non l’avesse ancora
fatto, di mettere in conto quanto prima una bella visita in Sardegna, dovunque
si voglia andare: dove si va, si cade bene! A presto!